lunedì 24 dicembre 2012
Trail autogestito in ricordo di Stefano Michelutto
E' da un po' che manco da questo mio passatempo, cioè quello di rendervi complici delle mie attività domenicali. Ma tant'è sono stata da altre faccende affacendata e la sera sistemarmi davanti alla faccia bianca dello schermo mi risultava difficile e le idee non uscivano, preferendo così aspettare tempi migliori. Questa mi sembrava l'occasione adatta: si tratta del trail organizzato da Alberto in ricordo di Stefano, runner scomparso molto giovane in circostanze tragiche. Alberto si è dato molto da fare per fare in modo che un amico non fosse dimenticato: ricerca di un percorso trail vicino al paese di Stefano, pubblicità per avvisare più persone possibili, luogo per mangiare dopo, e tanto di cartellone con le firme da consegnare ai genitori. La risposta è stata notevole e lusinghiera per affrontare una prossima edizione. Hanno risposto in tantissimi, alcuni venendo anche da lontano, altri anche se era da tanto che non si allenavano, altri ancora che ci hanno accompagnato per un piccolo tratto camminando. Nel parcheggio per l'incontro con i genitori, il momento di silenzio è stato molto toccante davanti alla commozione dei parenti anche per chi Stefano non lo conosceva.
Nella prima parte della partenza è stato inserito un breve tratto nel caratteristico paesino di Valmareno per poi affrontare subito la salita sterrata dietro Castelbrando, castello che domina la vallata restaurato da poco e attrezzato con ristorante e bar. La salita è stata da subito impegnativa, passando per la Madoneta, stupendi scorci paesaggistici e sentieri immersi nel bosco che ora si facevano più stretti o scoscesi e sempre coperti di fogliame invernale. La fatica è stata tanta e non conoscendo il percorso sarebbe stato molto facile sbagliare soprattutto quando ci siamo trovati a girovagare in cresta alle colline. Arrivo nel punto panoramico di S.Gaetano e poi giù!... con fermata davanti alla cascata del Pissol, sempre attenti a dove mettere i piedi nei sentieri stretti con ripide discese collinari sulla destra. Tante foto e rientro passando per il suggestivo bosco delle Penne Mozze, arrivo in piazza a Cison di Valmarino e poi al punto di partenza dove ci attendeva un buon ristoro. Un grazie caloroso alla pazienza di Alberto e Kenta per l'organizzazione del bellissimo percorso, e alla voglia di attesa di tutti quelli che corrono più veloci di me, e all'accoglienza dei parenti di Stefano e un grazie ancora alla bella compagnia.
Nella prima parte della partenza è stato inserito un breve tratto nel caratteristico paesino di Valmareno per poi affrontare subito la salita sterrata dietro Castelbrando, castello che domina la vallata restaurato da poco e attrezzato con ristorante e bar. La salita è stata da subito impegnativa, passando per la Madoneta, stupendi scorci paesaggistici e sentieri immersi nel bosco che ora si facevano più stretti o scoscesi e sempre coperti di fogliame invernale. La fatica è stata tanta e non conoscendo il percorso sarebbe stato molto facile sbagliare soprattutto quando ci siamo trovati a girovagare in cresta alle colline. Arrivo nel punto panoramico di S.Gaetano e poi giù!... con fermata davanti alla cascata del Pissol, sempre attenti a dove mettere i piedi nei sentieri stretti con ripide discese collinari sulla destra. Tante foto e rientro passando per il suggestivo bosco delle Penne Mozze, arrivo in piazza a Cison di Valmarino e poi al punto di partenza dove ci attendeva un buon ristoro. Un grazie caloroso alla pazienza di Alberto e Kenta per l'organizzazione del bellissimo percorso, e alla voglia di attesa di tutti quelli che corrono più veloci di me, e all'accoglienza dei parenti di Stefano e un grazie ancora alla bella compagnia.
domenica 23 settembre 2012
Maratonina del Bosco del Montello
In questa mattinata di settembre, un pò nuvolosa un pò fresca con i suoi 15°, Povegliano (Tv) aspettava i suoi podisti e i bikers per una classica maratona che si inerpica nel bosco del Montello e che prevede percorsi alternativi (7,5-16-21-32 km). Rispetto agli anni scorsi ho notato una partecipazione molto più esigua e il motivo mi vien da pensare sia da ritrovare tutto nel pacco gara che comprendeva solo una piccola bottiglietta di vino. Infatti fino all'anno scorso, era molto bello il ricordo che facevano con la medaglia sempre dai disegni particolari e molto ricco con tre bottiglie di ottimo vino. Nonostante tutto è sempre una gara eccezionale per percorso e organizzazione! Partenza per 8.30 e dopo 4 km prima deviazione per i 7,5 e primo ristoro e comincio a pentirmi di avere scelto la maglietta a maniche corte: sento già molto caldo! All'altezza dei 7 km seconda deviazione per i 16 e sullo sfondo sempre presente il leggero rilievo del Montello: tra un pò inizieranno le salite che gli anni passati ricordavo più toste. Interessante il secondo ristoro completo di panini con la salsiccia! Poi ancora qualcosina in salita, quasi sempre su asfalto, in mezzo ad alberi di vario tipo, castagni e cipressi con sentieri che si aprono a destra e sinistra. Deviazione verso il 10° km e per me, che ho scelto la maratonina, discesa fino a ritrovare il paese, la strada che ho percorso all'andata, il frutteto di mele e pere, la cantina aperta che aspetta l'uva vendemmiata e dall'odore mostato e i campi di mais con i trattori all'opera. Come un dejà-vu, arrivo all'ultimo attraversamento stradale e definitivo il traguardo in 2 ore e 7.
domenica 2 settembre 2012
S. Cristina di Quinto di Treviso
24° Memorial Paolo Meneghello: corsa classica in quel di S. Cristina a Quinto alla quale hanno aggiunto
anche la mezza maratona, cambiando i percorsi dei tragitti più brevi. Viene organizzata per raccogliere soldi da dare in beneficenza e, vista la partecipazione, si evince che si danno non poco da fare! Oggi ho voluto riprovare un percorso sui 20 in piano perchè è da tanto che non lo affronto più, essendomi dedicata ad allenamenti collinari e camminate in montagna. La mattina sembrava molto fresca dopo le recenti piogge, ma già durante il viaggio in macchina le nubi avevano lasciato posto al sole che , dopo poco, aveva già cominciato a scaldare.Qualche minuto di riscaldamento e già avevo capito che sarebbe stata molto dura!Partenza della gara davanti alla chiesa, svincolando per le stradine strette tra Quinto e Paese, passando per piste ciclabili e zone naturaliste, sterrati in mezzo ai campi e negli attraversamenti pedonali aiutati da volontari e vigili. Percorso molto bello con due ristori organizzati con vino, salsicce, panini, salame e polenta grigliata che sono da provare solo per chi decide di camminare! La nota dolente è il passaggio continuo degli aerei, sopra le nostre teste, che decollano e atterrano causa l'estrema vicinanza con l'aeroporto di Treviso. Come ho detto prima il caldo mi ha creato non pochi problemi e mi ha costretto ad assumere molti liquidi lungo il percorso, ad alternare dei tratti con il cammino e a fare una fatica che non ho provato neanche con la Camignada! Per chiudere i 20 km in 2 ore e 15! Alla fine trovo Alberto arrivato tanto, ma tanto prima di me, e la Donatella e Giovanni che è sempre un piacere reincontrare..... e domani ricomincio a lavorare! 


domenica 12 agosto 2012
Trekking verso Malga Canidi e rientro
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Troi della fontana: ancora non avevo una chiara visione di ciò che mi stava aspettando! |
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Ecco le prime salite |
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Qui ho ancora un vago sorriso: salite sempre più difficili con piccolissimi tratti esposti |
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Paesaggio mozzafiato: vallata di Valmareno |
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Stiamo uscendo sulla strada di Praderadego |
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Sentiero dei mirtilli: salita togli-fiato da Prederadego a malga Canidi |
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In prossimità della malga, sento i profumi e ... ho fame! |
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Discesa per il troi del pindol: in alcuni casi ho avuto un pò di paura causa sentiero stretto! |
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Riecco il bosco: Troi de Adamo, meno discesa tecnica |
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Ultima foto: tra poco troviamo strada sterrata e rientro di corsa verso il centro di Valmareno |
martedì 7 agosto 2012
La Camignada poi siè refuge- parte seconda
E siamo arrivati alla seconda parte del mio racconto. Il venerdì non era cominciato granchè bene visto che le previsioni per il sabato notte erano pioggia e temporale. Io e Alberto dovevamo assolutamente trovare una alternativa al campeggio! Telefonate a alberghi e B&B della zona Auronzo finchè, ormai sfiduciati, alla trentesima risposta un riscontro positivo a Pieve di Cadore.
La mattina di sabato è passata velocemente tra viaggio, sistemazione al B&B, ritiro pettorale e piccolo giro nel paese e poi a letto presto! Alzataccia al mattino con colazione veloce e poi via! ... alla volta di Auronzo visto che le corriere per Misurina erano attive dalle 5.30 alle 7.00. Arrivati davanti al lago a quota 1.800, la temperatura era insolitamente calda senza aria e con lo sfondo le Dolomiti che assumevano lo stesso colore dell'alba. Dopo l'incontro con i tanti amici di Alberto e le foto ben auguranti, ecco la partenza, ritardata di un quarto d'ora che inizia quasi da subito la salita tra un bellissimo sentiero boscoso verso il primo rifugio: il Carducci. Tra i tanti partecipanti (1.200 circa) difficile trovare un varco, anche volendo per correre e nei sentieri stretti mi son dovuta accodare a tutti quelli che si incamminavano come un lunghissimo serpente sotto un monumento naturale come le tre cime di Lavaredo. Tanti quelli che si fermavano per foto o filmati o per un'occhiata a bocca aperta a quello spettacolo color rosa, erto e irraggiungibile, luogo dove osano solo i rapaci. Comincio, in queste quote, a sentire la diversa pressione con giramento di testa e piccoli sensi di vomito ma mi fermo al ristoro, mi sbrano limone e banana e una intera bottiglietta d'acqua e i liquidi sembrano non bastare mai visto il caldo che sotto il sole si fà davvero sentire! Parto per il Locatelli e il Pian di Cengia tra salite, per me difficili e il dolore ai muscoli lo avverto ancora, tra solitari ghiaioni, sentieri sassosi, laghetti dall'intenso blu e le imperiose Dolomiti, sotto il cui sguardo, sembriamo proprio degli esseri piccoli piccoli. Immagini ancora impresse nel mio cervello e le vedo scorrere mentre scrivo e arrivo in discesa tecnica al Comici. E poi si capisce che niente è ancora finito: ci aspetta la terribile salita della forcella Giralba! Mai sono stata così felice di vedere delle bandierine colorate: ero arrivata alla fine e nel punto più alto del percorso. Solo adesso inizia la discesa nel ghiaione che non avevo mai fatto e ancora salti nelle rocce sparse qua e là, con le gambe ovviamente stanche, attenta, non sempre!, a non inciampare, concentrata per non farmi male, camminando sui ruscelli per ritrovare il sentiero, trovando finalmente l'ombra degli alberi. Son alfine sul piano. Attraverso la strada e mi aspettano ancora circa 5 km di pista ciclabile sotto il sole e le gambe girano ancora ma piano piano. Sorrido perchè, non lo pensavavo, ma ce l'ho fatta, in 6 ore, con fatica, stremata, senza fiato, scottata dal sole ma ce l'ho fatta a entrare nello stadio del ghiaccio di Auronzo!
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Piccolo aiuto per finire la gara! |
domenica 5 agosto 2012
40^ Camignada
Con il pettorale 199, questa corsa di 30 km l'ho fatta anch'io! Percorso difficile con un caldo a tratti insostenibile ma l'arrivo è sorridente con le mie 6 ore sul groppone! Un grazie ad Alberto che mi ha aspettato in prossimità dell'arrivo per questo bello scatto che sembra quasi ritoccato al Photoshop tanto mi ha fatto magra e senza rughe! E rimando alle prossime serate un esauriente racconto dettagliato delle mie impressioni, poichè stasera sono appena rientrata e sono veramente sfinita. Merito sul serio un pò di riposo!
lunedì 23 luglio 2012
Il mattino ... alle cinque!
In questi ultime settimane, aspettando l'esaurirsi degli impegni agonistici di Alberto, mi sono concessa un bel allenamento in Cansiglio (foto) per un sentiero ancora diverso e successivamente, accompagnato Alberto alla Sky Race di Canazei, mi sono scelta dei sentieri in salita lungo la ciclabile Canazei-Moena. Entrambi molto freschi e tranquilli con avvistamenti di scoiattoli e cerbiatti.
Ma non è di questo che volevo parlare in questo post visto che questi allenamenti sono alla fine delle fotocopie di alcuni che ho precedentemente descritto, quanto piuttosto dei miei allenamenti settimanali. A causa del caldo che a fasi alterne ha toccato anche i 33°-34° mi sono finalmente decisa ad andare a correre il mattino presto prima di andare al lavoro. Quello che mi ha sempre frenato è stata l'organizzazione per quanto riguarda colazione, preparazione e scelta del percorso giusto in modo di rientrare in tempo per una bella doccia! Devo dire che, a distanza di qualche settimana, mi sbagliavo. I vantaggi sono notevoli: temperatura fresca e una voglia mattutina che non ha niente a che vedere con la stanchezza post-lavoro! Quindi si arriva ad affrontare la giornata con uno spirito diverso ed è impagabile correre trovandosi improvvisamente l'alba. Nella frazione di un secondo tutto si fà più chiaro e ti scivola davanti il nuovo giorno che, nella positività del momento, avverti già migliore del precedente.
Ma non è di questo che volevo parlare in questo post visto che questi allenamenti sono alla fine delle fotocopie di alcuni che ho precedentemente descritto, quanto piuttosto dei miei allenamenti settimanali. A causa del caldo che a fasi alterne ha toccato anche i 33°-34° mi sono finalmente decisa ad andare a correre il mattino presto prima di andare al lavoro. Quello che mi ha sempre frenato è stata l'organizzazione per quanto riguarda colazione, preparazione e scelta del percorso giusto in modo di rientrare in tempo per una bella doccia! Devo dire che, a distanza di qualche settimana, mi sbagliavo. I vantaggi sono notevoli: temperatura fresca e una voglia mattutina che non ha niente a che vedere con la stanchezza post-lavoro! Quindi si arriva ad affrontare la giornata con uno spirito diverso ed è impagabile correre trovandosi improvvisamente l'alba. Nella frazione di un secondo tutto si fà più chiaro e ti scivola davanti il nuovo giorno che, nella positività del momento, avverti già migliore del precedente.
domenica 8 luglio 2012
Nuovo sentiero in Cansiglio
Arrivata da sola in Cansiglio, proseguo verso Farra d'Alpago e parcheggio in zona pic-nic in Pian Rosada addentrandomi a sinistra in una stradina stretta e asfaltata. La temperatura è ottimale, circa 12°, e dopo i preparativi di rito (camelbag, garmin) ritorno verso la strada principale col preciso intento di attraversarla per proseguire dall'altra parte nella salita che porta al Monte Pizzoc. 3 km di leggera discesa e salita, sbuco sulla strada per qualche centinaio di metri, giro a destra per il sito archeologico e inizio la salita di circa 3 km su un sentiero chiuso e asfaltato che poi si trasforma in uno sterrato di falso piano e salita che si alterna serpeggiando all'interno del bosco di faggi e pini. Continuo sempre salendo in un totale di 12,5 km per poi rientrare sempre per la stessa strada, trasformata logicamente in discesa! Inutile dire che il tragitto è stato spettacolare e un piccolo esempio si ha nella foto, quasi totalmente all'ombra degli alberi in un silenzio solitario spezzato solo dal canto di uccelli mai visti, nascosti che giravano da una fronda all'altra. Al rientro, l'orario faceva in modo che la gente si muovesse prima di pranzo e incontro frotte di mountain-bike e famiglie in cammino e noto numerose indicazioni per sentieri alternativi (sentiero naturalistico, Q, E, F, ...). Sottolineo anche la pericolosità di questo bosco se non si seguono i sentieri tracciati, visto che la caratteristica è la presenza di buchi carsici, alcuni non scoperti, di cui il più famoso è il Bus de la Lum tristemente famoso in tempo di guerra. Vi si gettavano infatti civili e non spesso ancora vivi, che facevano una fine atroce sbattendo sulle pareti rocciose a imbuto. Rientro con i miei 25 km sul groppone e sulla strada mi rendo conto che la temperatura è nel frattempo inesobilmente salita!
domenica 1 luglio 2012
A Canazei
In un caldo mattino di luglio, attendendo l'allenamento di prova della Sky Race di Alberto, in quel bellissimo territorio montano di Canazei, mi immergo per una ventina di km nella pista ciclabile addocchiata l'anno scorso. Partendo dagli impianti sportivi di Canazei mi accingo ad affrontare un percorso che corre a ridosso del freddo torrente, lontano dalla strada principale e quasi interamente sterrato e in mezzo ad un bosco di pini. Assomiglia moltissimo alla ciclabile Cortina-Dobbiaco, con un dislivello inferiore, ma toccando moltissimi paesi nella sua lunghezza di 16 km fino a Moena è attrezzatissima con giochi per bambini, aree pic-nic, ponti di attraversamento del torrente e parchi-avventura. Lungo il tragitto ho incontrato numerose persone che camminavano o in mountain-bike, famiglie con tanto di passeggini, anziani impegnati nella lettura dei giornali, diverse ovovie e seggiovie aperte, una gara campestre e una festa con mega-griglia attiva già dalle otto di mattina! Come posto è sfruttatissimo e merita di una visita! Nota negativa di sempre: carte e resti di gel zuccherini, maleducato ricordo di ciclisti o persone comunque incivili. All'andata sto attenta a finire in 10 km per rientrare sempre per la stessa strada ma un leggero malessere al pancino (dovuto forse anche al lungo viaggio in macchina) mi fà un pò desistere e devo chiudere camminando gli ultimi 2 km. Come allenamento non è impegnativo perchè manca di dislivelli ed è sempre un falso piano, è molto fresco visto che son poche le zone al sole e i km corsi si sommano senza neanche accorgersene visto le belle sensazioni che trasmette.
domenica 24 giugno 2012
Una splendida giornata
Mentre io e Donatella e Giovanni ci indirizziamo verso Posa Puner, abbandono il resto del gruppo al parcheggio di Valmareno per il loro tragitto in costante salita tra sentieri di bosco fino al nostro ritrovo alla festa degli Alpini. Parcheggio la macchina in una giornata dal tempo ottimo e dal cielo terso dopo le piogge e il vento di ieri e, lasciata anche la nostra presidente (gruppo N.T.R.G.) alla sua consueta passeggiata, con Giovanni inizio il mio percorso tra le malghe nel consueto sentiero che ho descritto anche nei post precedenti. Quindi prima malga del Pian, dopo 5 km malga Mont con un susseguirsi di sentieri o "troi" a destra e sinistra, entriamo e usciamo dal bosco tra un dolce andare di salite e discese. A malga Mont, in fase di ristrutturazione, abbisogna un doveroso colpo d'occhio alle valli sottostanti di Miane a destra e del bellunese a sinistra: un addensarsi di case tra colline boscose e il serpente del fiume Piave e sullo sfondo montagne imponenti. Dopo un scambio di battute e consigli sulla Camignada (mia prossima gara), mi avventuro da sola verso malga Canidi lasciando Giovanni al rientro al rifugio alpino di Posa Puner. Qui ancora discesa e salita, sotto il sole o dentro il bosco ma poi, al posto di scendere per la cementata della malga che porta a Praderadego, sperimento un sentiero in salita che diventa quasi subito discesa nel bosco e che comunque non termino (alla prossima volta!) visto che il mio chilometraggio è agli sgoccioli! Rientro senza neanche rendermene conto con i miei quasi 20 km, ritrovo con tutti gli altri e sana mangiata alla festa degli Alpini!
Sensazione ottima e mi entusiasmano proprio queste visuali di orizzonti finiti dove in un mare di cielo notare il librare libero di un falco e pensare che in una vita futura mi piacerebbe essere quel falco come nella canzone di Guccini: " vedere in futuro, da un mondo lontano, quaggiù sulla terra una macchia di verde .... e sentire il mio cuore che batte più piano e là dentro si perde ...". Questo mi è venuto in mente e questo pensiero mi lascio e vi lascio pensando a Stefano Michelutto che qui ci viveva e ci correva.
Sensazione ottima e mi entusiasmano proprio queste visuali di orizzonti finiti dove in un mare di cielo notare il librare libero di un falco e pensare che in una vita futura mi piacerebbe essere quel falco come nella canzone di Guccini: " vedere in futuro, da un mondo lontano, quaggiù sulla terra una macchia di verde .... e sentire il mio cuore che batte più piano e là dentro si perde ...". Questo mi è venuto in mente e questo pensiero mi lascio e vi lascio pensando a Stefano Michelutto che qui ci viveva e ci correva.
domenica 10 giugno 2012
Le malghe nel comune di Miane
domenica 3 giugno 2012
'Ndar e tornar dal Doc- Milies
Guardo fuori dalla finestra e vedo la stessa cappa impermeabile di ieri, nuvole basse, grigie e bigie che nascondono i contorni delle colline, con un tempo che non si decide ad andare tra pioggia e sole. Comunque ieri non si era buttata nella malinconia: sveglia e colazione belli pimpanti, vestiti e raccolte le cose neccessarie e prendere Michele "Fox" a casa è stata questione di un lampo. Arriviamo nel piccolo centro di Milies, frazione di Segusino, fatta da 10 case e 10 anime e tutt'attorno boschi e malghe. Incontro con i sempreverdi Donatella e Giovanni, con cani al seguito, e poi Susanna, Cristian, Elena e Paolo e poi tanti altri appassionati di corse in mezzo al verde (quasi 900 iscritti). Il percorso non era dei più semplici con una salita consistente nei primi 6 km ( da 700 m. fin a 1300 m.) per poi scendere in tratti tecnici fin all'arrivo. La prima parte l'ho affrontata correndo fino a circa 3 km., poi ho un pò mollato alternando a qualche secondo di cammino mentre si entrava in un bosco ovattato da nubi umide e che impedivano di fatto la visione del paesaggio sottostante. Arrivati nel punto più alto, nel prato della malga, la visibilità era molto scarsa tanto che, mancando un sentiero, bisogna stare molto attenti alle frecce gialle del percorso.
A questo punto inizia la discesa, prima in un sentiero stretto in mezzo all'erba, dove bisognava sorpassare le molte persone che stavano camminando, che poi diventa sempre più largo e rimango attenta e cauta per non prendere botte o storte alla mia caviglia ancora in fase non perfetta di guarigione. La temperatura più bassa si era fatta sentire in quota e mi ero portata la ventina nella tasca posteriore della maglia, ma sinceramente ero talmente accaldata che ci ho fatto veramente caso quando stavo scendendo! Solo un piccolo tratto era particolarmente scivoloso, subito dopo un ristoro, ma con l'assistenza adeguata pochi sono rovinati a terra!
Dopo di che, tutto è diventato più facile e sentendo meno fatica, sempre controllando dove mettevo i piedi, mi sono rilassata col paesaggio circostante tutto alberi e fiori dall'intenso profumo e a brevi tratti qualche scorcio di vallata l'ho intravisto! Poi le prime avvisaglie del traguardo: i cartelli per la segnalazione dei km. e la voce dello speacker sempre più potente. Ritrovo Alberto e gli amici del gruppo iniziale per un'ottima pastasciuttata in allegra compagnia!
A questo punto inizia la discesa, prima in un sentiero stretto in mezzo all'erba, dove bisognava sorpassare le molte persone che stavano camminando, che poi diventa sempre più largo e rimango attenta e cauta per non prendere botte o storte alla mia caviglia ancora in fase non perfetta di guarigione. La temperatura più bassa si era fatta sentire in quota e mi ero portata la ventina nella tasca posteriore della maglia, ma sinceramente ero talmente accaldata che ci ho fatto veramente caso quando stavo scendendo! Solo un piccolo tratto era particolarmente scivoloso, subito dopo un ristoro, ma con l'assistenza adeguata pochi sono rovinati a terra!
Dopo di che, tutto è diventato più facile e sentendo meno fatica, sempre controllando dove mettevo i piedi, mi sono rilassata col paesaggio circostante tutto alberi e fiori dall'intenso profumo e a brevi tratti qualche scorcio di vallata l'ho intravisto! Poi le prime avvisaglie del traguardo: i cartelli per la segnalazione dei km. e la voce dello speacker sempre più potente. Ritrovo Alberto e gli amici del gruppo iniziale per un'ottima pastasciuttata in allegra compagnia!
domenica 27 maggio 2012
Tutti assieme appassionatamente ...meno una!
E voilà! mancava solo una corsetta in Cansiglio. Ritrovo nel parcheggio della località Crosetta vicino alla casa della Forestale tutti infreddoliti con una temperatura di 14°, maniche corte, pantaloncini corti, scorta d'acqua e ... disdetta! ho dimenticato il mio Garmin. Proprio oggi che volevo tener conto del chilometraggio (20 km) perchè avevo deciso di non fare lo stesso percorso del gruppo. Ho scelto infatti una via più tranquilla e più consona agli allenamenti fatti fino ad ora. Poco male, comunque, e ho pensato di tener conto del tempo: un'ora circa all'andata e lo stesso nel viaggio a ritroso per il medesimo sentiero. Quindi, mentre Alberto e compagni dopo qualche km in compagnia si avventuravano nel sentiero O o in quello degli Slipari, io ho proseguito nel sentiero principale della Forestale. Si tratta di un percorso sterrato chiuso al traffico con un impercettibile sali-scendi incuneato nel caratteristico bosco del Cansiglio dove predomina una bellissima faggeta autoctona. Qualche MTB, qualcuno che corre o cammina ma per il resto quello che mi è venuto in mente è stata la pubblicità dell'acqua Lete: " C'è nessuno????" Dopo circa 6 km, una salita asfaltata che alla fine ti indirizza a destra per Cadaglia e a sinistra per il sentiero B, che seguo. Discesa un pò accidentata per un breve tratto causata dal taglio di alberi e poi stesso tipo di sentiero fino al sentiero del Col Piova. Proseguo ancora e tra circa 20 minuti finirà la mia ora disponibile, fermo restante il fatto che avrei ancora voglia di proseguire! Non sento stanchezza, buona respirazione ... mi sento proprio bene e a mio agio. E' come essere un tutt'uno con il vento che agita lieve le foglie, il sole che penetra a raggi e il canto degli uccelli che smetta al minimo rumore per poi ricominciare in qualche altro angolo. Ecco ... ricomincia la mia ora del rientro ora in salita, incontro il gruppo di Alberto che deve affrontare il Col Piova, poi discesa asfaltata e via via reincontro i segni memorizzati all'andata. Ecco la pietra in mezzo al sentiero, ecco il breve tratto di fango, le varie indicazioni per i sentieri che scendono a valle fino alla curva secca e la sbarra rossa. Sono rientata alla macchina con il solo pensiero di ritornare! Un doveroso grazie a tutti per la compagnia ottima nel dopo corsa e la buona mangiata al ristorante S. Osvaldo.
domenica 20 maggio 2012
Correre a Posa Puner
Il rifugio Posa Puner (1322 m) posto sulla montagna di Miane, vicino a Pianezze, ha sempre le sue attrattive. Dista circa 20 km da Pieve di Soligo in un luogo che è tutto prato, bosco e malga.
Parcheggio vicino al rifugio; con una temperatura accettabilissima (12°) scaldata da un sole accecante e una vista strepitosa sulle valli circostanti, seguo le indicazioni per le varie malghe. Il sentiero è un leggero saliscendi molto comodo, che a tratti entra nel bosco, a tratti fuoriesce nei campi adibiti a pascolo e che tocca Malga del Pian e Malga Mont. Il colpo d'occhio, in una giornata tanto limpida, fà letteralmente restare senza fiato soprattutto a Malga Mont con la vista di Feltre racchiusa da montagne ancora lievemente innevate. E' proprio un posto tutto da godere con l'odore dei pini che ti entra nei polmoni e i piccoli, bianchi narcisi di montagna che punteggiano le rive con il loro profumo dolce e avvolgente, qualche bici e sono proprio da sola.
Dopo circa 7,5 km rientro seguendo lo stesso sentiero quando il tempo ormai sta cambiando: nuvole in veloce arrivo, temperatura al ribasso e vento un pò più fresco. Seduta al tavolo in cucina, son già arrivata ad un tardo pomeriggio domenicale e ... ormai piove!
Parcheggio vicino al rifugio; con una temperatura accettabilissima (12°) scaldata da un sole accecante e una vista strepitosa sulle valli circostanti, seguo le indicazioni per le varie malghe. Il sentiero è un leggero saliscendi molto comodo, che a tratti entra nel bosco, a tratti fuoriesce nei campi adibiti a pascolo e che tocca Malga del Pian e Malga Mont. Il colpo d'occhio, in una giornata tanto limpida, fà letteralmente restare senza fiato soprattutto a Malga Mont con la vista di Feltre racchiusa da montagne ancora lievemente innevate. E' proprio un posto tutto da godere con l'odore dei pini che ti entra nei polmoni e i piccoli, bianchi narcisi di montagna che punteggiano le rive con il loro profumo dolce e avvolgente, qualche bici e sono proprio da sola.
Dopo circa 7,5 km rientro seguendo lo stesso sentiero quando il tempo ormai sta cambiando: nuvole in veloce arrivo, temperatura al ribasso e vento un pò più fresco. Seduta al tavolo in cucina, son già arrivata ad un tardo pomeriggio domenicale e ... ormai piove!
domenica 6 maggio 2012
1° Trail delle Longane-Lozzo di Cadore
Non so che cosa mi abbia spinto a iscrivermi a questa prima edizione del trail di Lozzo di Cadore, forse la voglia di provare una corsa in montagna o forse il percorso, apparso dalla mia prima lettura nel sito, veramente bellissimo. Tre sono le cose di cui mi sono stupita: la prima è che i sentieri hanno superato le aspettative; poi l'organizzazione, davvero completa fin nei minimi dettagli; e infine la partecipazione della gente che mi ha ricordato molto la maratona di Firenze. I residenti alle finestre a incitare, gli applausi alla partenza e all'arrivo, le persone che aspettavano lungo i sentieri, mi hanno fatto sentire meno la fatica delle tre impegnative salite (soprattutto la terza!).
Partiti alle sette (io, Alberto, Susanna e Cristina) in un'oretta circa arriviamo davanti al ritiro pettorali, ci scegliamo la taglia della canotta, poi caffè e poi ... resta il dilemma dell'abbigliamento giusto! E già ... visto che da ieri l'istabilità del tempo è una nota dolente ma oggi nuvolo, temperatura sui 10° e tanta pioggia non ci vogliono abbandonare! Piccola tregua prima della partenza e poi ... via: mini-giro nel paese di Lozzo, passando nella caratteristica zona dei Mulini e subito i sentieri che si addentrano nel bosco che circonda questi luoghi incantevoli del Cadore. Qui abbiamo iniziato con un saliscendi dove si vedevano delle casette tipiche in un sottobosco permeato da un profumo di porcini e erba bagnata, in un terreno che era un tappeto di aghi di pino, morbido e soffice mentre mi aspettava la prima vera salita. Come la seconda era di circa un km e mezzo con dislivello di 300m. e con un pò di fatica l'ho corricchiata alternando al cammino e come la seconda mi aspettava una discesa di tutto rispetto, a tratti scivolosa, con buona pendenza ma con sentiero abbastanza largo. Alberi e pini bellissimi erano abbarbicati su chine montuose a destra e sinistra per poi entrare nel sentiero botanico Tita Poa e all'altezza del 10° km l'inizio della salita più dura! Spingere sulle gambe e gocce di sudore in tutto il corpo, camminando con determinazione, consapevole di dover arrivare al traguardo e che alla fine dopo ogni salita ci sarà... la discesa! Si rientra nel sentiero Tita Poa e poi sempre giù fino al paese e dietro per il campo sportivo finalmente le prime case, la voce dello speaker, il gonfiabile blu del traguardo e gli applausi... anche per me!
Sono contenta, ho fatto una bella esperienza in buona compagnia, mi son divertita moltissimo e arrivederci alla prossima edizione!
Partiti alle sette (io, Alberto, Susanna e Cristina) in un'oretta circa arriviamo davanti al ritiro pettorali, ci scegliamo la taglia della canotta, poi caffè e poi ... resta il dilemma dell'abbigliamento giusto! E già ... visto che da ieri l'istabilità del tempo è una nota dolente ma oggi nuvolo, temperatura sui 10° e tanta pioggia non ci vogliono abbandonare! Piccola tregua prima della partenza e poi ... via: mini-giro nel paese di Lozzo, passando nella caratteristica zona dei Mulini e subito i sentieri che si addentrano nel bosco che circonda questi luoghi incantevoli del Cadore. Qui abbiamo iniziato con un saliscendi dove si vedevano delle casette tipiche in un sottobosco permeato da un profumo di porcini e erba bagnata, in un terreno che era un tappeto di aghi di pino, morbido e soffice mentre mi aspettava la prima vera salita. Come la seconda era di circa un km e mezzo con dislivello di 300m. e con un pò di fatica l'ho corricchiata alternando al cammino e come la seconda mi aspettava una discesa di tutto rispetto, a tratti scivolosa, con buona pendenza ma con sentiero abbastanza largo. Alberi e pini bellissimi erano abbarbicati su chine montuose a destra e sinistra per poi entrare nel sentiero botanico Tita Poa e all'altezza del 10° km l'inizio della salita più dura! Spingere sulle gambe e gocce di sudore in tutto il corpo, camminando con determinazione, consapevole di dover arrivare al traguardo e che alla fine dopo ogni salita ci sarà... la discesa! Si rientra nel sentiero Tita Poa e poi sempre giù fino al paese e dietro per il campo sportivo finalmente le prime case, la voce dello speaker, il gonfiabile blu del traguardo e gli applausi... anche per me!
Sono contenta, ho fatto una bella esperienza in buona compagnia, mi son divertita moltissimo e arrivederci alla prossima edizione!
martedì 1 maggio 2012
Marcia del Sorriso
Nelle orecchie il concerto del Primo maggio in tv e il vento che si è alzato prepotente all'esterno facendo sbattere i balconi e io mi ritrovo davanti a uno schermo da riempire e una tastiera che, digitata, snocciola figure e impressioni di una giornata. Stamani con un tempo umido e dalla facile pioggerellina, ci accingiamo a affrontare la Marcia del Sorriso, una corsa organizzata per beneficenza dalla Nostra famiglia ( centro disabili del Coneglianese ). Non sono in molti a correre i 15 km che separano il centro delle piscine di Barbisano (Tv) con la sede di Costa di Conegliano forse perchè mancano i premi per i primi arrivi ma sono infiniti quelli che partono, camminando, da Conegliano e da Mareno di Piave! Proprio una marea che si riunisce nell'occasione del primo di maggio per una mattinata di vicinanza con le persone meno fortunate di noi. Percorso fantastico sui colli che uniscono Pieve di Soligo, Refrontolo e Conegliano con un saliscendi non molto impegnativo tutto su asfalto e che non sarebbe possibile da fare senza l'assistenza visto il traffico consueto su queste strade piuttosto strette. Come si può vedere dalla foto anche la compagnia è stata favolosa e il ristoro finale è stato pericoloso! Era infatti pieno di ogni ben di Dio ... panini, dolci, yogurt, frutta, tutte le bevande possibili e inimmaginabili! Una giornata ben riuscita!
domenica 29 aprile 2012
Refrontolo (Tv):marcia del Passito 2012
In questa settimana casalinga unita da un lungo ponte che va dal 25 aprile al 1 maggio, ho cominciato con i 12 km della marcia dei Brac, passando per la Due Rocche, intermezzo di allenamento in Collalto per arrivare oggi alla Marcia del Refrontolo passito, per finire il primo maggio con la marcia di beneficenza per la Nostra Famiglia. Anche questa mattina un 12 km collinare da affrontare, ma essendo arrivata un bel pò prima in zona iscrizioni, ho deciso per buoni 5 km di riscaldamento in sentieri che già conosco. Essendo in zona di casa, sono stati anche diversi gli incontri di colleghi di lavoro ( tra gli organizzatori) e di amici podisti come l'inossidabile Gigi "transenna", Daniele Marchesini reduce dalla maratona di Padova, Maurizio Forner, ...Questa edizione è stata contrassegnata, come le precedenti, dai primi caldi ma sottolineo che i ristori erano molteplici soprattutto in prossimità delle numerose cantine dove veniva servito anche vino, pane e salame! Non per niente la marcia richiama il nome del Refrontolo passito, specialità di questa zona! Quasi, quasi più che una corsa è un itinerario eno-gastronomico! A parte la battuta, il percorso è veramente bello in un saliscendi tra vigneti e bosco passando per la grotta della "graspa", dove nei tempi passati i contadini si ritrovavano nascosti nel bosco per produrre la grappa. Non dimentichiamoci che è da sempre proibita la produzione di questo liquore in maniera casalinga. Tutto così fin all'arrivo dove ci attendeva un ottimo ristoro finale e ... la nostra amica Mirella Pergola con la bella soddisfazione di essere arrivata terza assoluta!
mercoledì 25 aprile 2012
Due Rocche 2012
E come ogni anno che si rispetti eccoci alla Due Rocche, giunta ormai alla 41^ edizione, gara da 7-12-21 km che si svolge in quel di Cornuda (Tv). L'inizio è quanto mai positivo visto che, dopo così tante giornate di temporali, la mattinata è veramente splendida ... non una nuvola all'orizzonte! Il percorso è veramente fantastico tanto che è annoverata tra le corse più belle del Veneto: partenza dal piccolo centro di Cornuda e dopo un km di asfalto, salita su sterrato correndo sui colli asolani in mezzo ai boschi. Non bisognava assolutamente dimenticare le scarpe adatte soprattutto nelle discese fangose e in alcuni tratti erbosi dove l'acqua era un tutt'uno col terreno. Non bisognava dimenticare anche di aver un pò di pazienza nei sentieri più stretti per i classici imbottigliamenti creati dalla marea di gente che vi partecipa. Non bisognava dimenticare anche la fatica e il sudore per arrivare alla fine! Ma sono impagabili i bellissimi scorci di paesaggi primo fra tutti quello visto dall'osservatorio militare nelle vecchie zone di guerra dove, in una giornata così limpida, sembrava di vedere anche il mare! E poi odore di humus e sottobosco, colori di un verde carico da prima foglia, fango insidioso, rumore di scalpiccìo sofferto e respiro affannoso ... e poi, quando meno te l'aspetti 9 km son già passati, nello sterrato sul piano tutto si fà più facile e in un battito d'ali (errata corrige: di scarpe) si è già al traguardo! Davvero meritato il ristoro finale con panini e dolci vari! Unica nota dolente un ormai diffuso malcostume e reato di aprire le macchine parcheggiate in zone più appartate. E' successo anche quest'anno nonostante la presenza di vigilantes che si aggiravano nei parcheggi e tutto questo per rubare pochi spiccioli e scarpe usate, creando però notevoli danni!
domenica 22 aprile 2012
Marcia dei Brac-Valmareno
Dopo così tanti giorni di pioggia, nonostante ieri pomeriggio il sole avesse scaldato le nostre povere ossa, questa mattina non prometteva niente di buono. La prima cosa che faccio, subito dopo alzata, è quella di aprire il balcone e mi accoglie una bassa temperatura e un agglomerarsi di cupi nuvoloni: sicuramente in arrivo maltempo! E va bhè! scelta dell'abbigliamento giusto con doppie scarpe e ricambio asciutto essenziale per non tremar di freddo nel dopo corsa. La partenza era prevista per le 8.15 per i 23 km e per le 9.00 per i 12 ma decido di affrontare il mio percorso prima dell'ora stabilita. Parto quindi con Alberto e Michele che avevano invece optato per il percorso più difficoltoso e non mi sono pentita visto che buona parte dell'aqquazone l'ho schivato! Sono stati km in vistosa salita, costeggiando il castello di Cison per poi trovarsi in un sentiero abbastanza largo e in mezzo al bosco umido con cascate rumoreggianti seguendo le indicazioni per il 1028a. Successivamente è stato tutto un altalenarsi di falsi piani e salite, dove a tratti il punto di appoggio dei piedi era esiguo, a volte sassoso e spesso scivoloso, molto fango e pioggia battente. L'umidità era la costante: sui capelli incollati al viso, per il sudore che appiccicava la maglia, per il ticchettio sulle foglie e il fango che saltava dalle scarpe, il rumore dei torrenti da passare in uno scalpiccìo silenzioso. Il punto che mi è piaciuto di più è stato il passaggio in un bosco con dei grandi castagni dove le nuvole basse avevano creato una sorta di nebbiolina lieve. Continuando così fino alla fine, dopo alcune discese erbose in prossimità delle vecchie case di Valmareno, sono sbucata per un breve tratto sulla strada asfaltata che mi ha portato all'arrivo, dalla parte opposta da dove ero partita. In questa occasione ho pure provato nuove scarpe da trail, comperate ieri ( La Sportiva modello Raptor), che devo dire mi hanno dato non poca sicurezza nelle discese più tecniche proteggendo bene il piede e tendo ben salda la caviglia.
domenica 15 aprile 2012
Quatro pass sulle colline Valdobbianesi-S. Pietro di Barbozza

domenica 8 aprile 2012
Corsa pasquale
domenica 1 aprile 2012
Seguendo la gara del Molinetto...

martedì 27 marzo 2012
Percorso di Refrontolo: Mondaresca e Molinetto
martedì 20 marzo 2012
Sentiero del Mulinetto della Croda

sabato 17 marzo 2012
Il mio sabato di corsa

domenica 11 marzo 2012
Marcia dei Castelli- Susegana

domenica 19 febbraio 2012
Ormai è finito anche il Carnevale...

domenica 12 febbraio 2012
Il colore della neve...

domenica 5 febbraio 2012
Una ovvia morsa del gelo

Da fine gennaio i telegiornali non fanno altro che parlare della "morsa del gelo" come se in questo periodo il freddo non si fosse mai fatto sentire! Ora è vero che i primi giorni di febbraio sono stati contraddistinti da venti siberiani e neve in tutta Italia, ma è anche vero che è una delle cose con cui facciamo i conti in inverno da sempre! Stamani qui da noi -6 e la domanda è la seguente:" perchè non andare contro-corrente e regalarmi una breve corsetta?". Detto e fatto: 9 del mattino, temperatura sotto zero, abbigliamento adeguato e ... fuori. Anche la scorsa domenica avevo fatto qualche km di prova, visto che il mio piede va un pò meglio, e oggi me ne sono goduti 8-9 alternandoli a brevi camminate, soprattutto sulle salite o le discese più sconnesse. La sensazione è buona ma non ottimale poichè la guarigione non è totale ma devo dire che le onde d'urto sono miracolose ... ormai non ci speravo più! Comunque aspetto ancora con l'aggiunta di qualche piccolo accorgimento ( tipo i plantari anche nelle scarpe con cui vado a correre) prima di lanciarmi ancora negli allenamenti settimanali. E con questa considerazione chiudo sperando nelle prossime settimane con la fine definitiva del problema e con la conseguente stesura di post più esaustivi... che mi piacciono di più!
domenica 22 gennaio 2012
Una domenica di gennaio

domenica 15 gennaio 2012
Senza titolo
Post "senza titolo" volutamente breve visto che oggi non ho fatto assolutamente niente di nuovo. Le mie terapie a onde d'urto sono finite giovedì e adesso devo solo aspettare un mesetto circa per vedere l'effetto che riescono a raggiungere. Devo dire che nell'ultima seduta, il medico mi ha fatto letteralmente impazzire poichè ha aumentato la potenza al terzo livello e il dolore si è fatto sentire in maniera insopportabile. Spero soltanto che la sofferenza dei tre minuti di ogni seduta mi sia di giovamento e non si traduca ancora in delusione! Sottolineo che il problema si è affievolito e mi basterebbe rimanere come sono, continuando a fare quello che facevo prima.
Stamattina alle otto passate, mi sono concessa un'altra passeggiata in mezzo alla collina con un freddo pungente da sotto zero ed un sole stranamente caldo. Sono un paio di orette che mi divertono e mi confortano e che mi faranno affrontare in maniera più serena la prossima settimana di lavoro.
Stamattina alle otto passate, mi sono concessa un'altra passeggiata in mezzo alla collina con un freddo pungente da sotto zero ed un sole stranamente caldo. Sono un paio di orette che mi divertono e mi confortano e che mi faranno affrontare in maniera più serena la prossima settimana di lavoro.
domenica 8 gennaio 2012
Primi giorni 2012

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