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domenica 12 agosto 2012

Trekking verso Malga Canidi e rientro

  
Troi della fontana: ancora non avevo una chiara visione di ciò che mi stava aspettando!
Ecco le prime salite

Qui ho ancora un vago sorriso: salite sempre più difficili con piccolissimi tratti esposti
Paesaggio mozzafiato: vallata di Valmareno
Stiamo uscendo sulla strada di Praderadego
Sentiero dei mirtilli: salita togli-fiato da Prederadego a malga Canidi
In prossimità della malga, sento i profumi e ... ho fame!
Discesa per il troi del pindol: in alcuni casi ho avuto un pò di paura causa sentiero stretto!
Riecco il bosco: Troi de Adamo, meno discesa tecnica 
Ultima foto: tra poco troviamo strada sterrata e rientro di corsa verso il centro di Valmareno

martedì 7 agosto 2012

La Camignada poi siè refuge- parte seconda

E siamo arrivati alla seconda parte del mio racconto. Il venerdì non era cominciato granchè bene visto che le previsioni per il sabato notte erano pioggia e temporale. Io e Alberto dovevamo assolutamente trovare una alternativa al campeggio! Telefonate a alberghi e B&B della zona Auronzo finchè, ormai sfiduciati, alla trentesima risposta un riscontro positivo a Pieve di Cadore.
Piccolo aiuto per finire la gara!
La mattina di sabato è passata velocemente tra viaggio, sistemazione al B&B, ritiro pettorale e piccolo giro nel paese e poi a letto presto! Alzataccia al mattino con colazione veloce e poi via! ... alla volta di Auronzo visto che le corriere per Misurina erano attive dalle 5.30 alle 7.00. Arrivati davanti al lago a quota 1.800, la temperatura era insolitamente calda senza aria e con lo sfondo le Dolomiti che assumevano lo stesso colore dell'alba. Dopo l'incontro con i tanti amici di Alberto e le foto ben auguranti, ecco la partenza, ritardata di un quarto d'ora che inizia quasi da subito la salita tra un bellissimo sentiero boscoso verso il primo rifugio: il Carducci. Tra i tanti partecipanti (1.200 circa) difficile trovare un varco, anche volendo per correre e nei sentieri stretti mi son dovuta accodare a tutti quelli che si incamminavano come un lunghissimo serpente sotto un monumento naturale come le tre cime di Lavaredo. Tanti quelli che si fermavano per foto o filmati o per un'occhiata a bocca aperta a quello spettacolo color rosa, erto e irraggiungibile, luogo dove osano solo i rapaci. Comincio, in queste quote, a sentire la diversa pressione con giramento di testa e piccoli sensi di vomito ma mi fermo al ristoro, mi sbrano limone e banana e una intera bottiglietta d'acqua e i liquidi sembrano non bastare mai visto il caldo che sotto il sole si fà davvero sentire! Parto per il Locatelli e il Pian di Cengia tra salite, per me difficili e il dolore ai muscoli lo avverto ancora, tra solitari ghiaioni, sentieri sassosi, laghetti dall'intenso blu e le imperiose Dolomiti, sotto il cui sguardo, sembriamo proprio degli esseri piccoli piccoli. Immagini ancora impresse nel mio cervello e le vedo scorrere mentre scrivo e arrivo in discesa tecnica al Comici. E poi si capisce che niente è ancora finito: ci aspetta la terribile salita della forcella Giralba! Mai sono stata così felice di vedere delle bandierine colorate: ero arrivata alla fine e nel punto più alto del percorso. Solo adesso inizia la discesa nel ghiaione che non avevo mai fatto e ancora salti nelle rocce sparse qua e là, con le gambe ovviamente stanche, attenta, non sempre!, a non inciampare, concentrata per non farmi male, camminando sui ruscelli per ritrovare il sentiero, trovando finalmente l'ombra degli alberi. Son alfine sul piano. Attraverso la strada e mi aspettano ancora circa 5 km di pista ciclabile sotto il sole e le gambe girano ancora ma piano piano. Sorrido perchè, non lo pensavavo, ma ce l'ho fatta, in 6 ore, con fatica, stremata, senza fiato, scottata dal sole ma ce l'ho fatta a entrare nello stadio del ghiaccio di Auronzo!

domenica 5 agosto 2012

40^ Camignada

Con il pettorale 199, questa corsa di 30 km l'ho fatta anch'io! Percorso difficile con un caldo a tratti insostenibile ma l'arrivo è sorridente con le mie 6 ore sul groppone! Un grazie ad Alberto che mi ha aspettato in prossimità dell'arrivo per questo bello scatto che sembra quasi ritoccato al Photoshop tanto mi ha fatto magra e senza rughe! E rimando alle prossime serate un esauriente racconto dettagliato delle mie impressioni, poichè stasera sono appena rientrata e sono veramente sfinita. Merito sul serio un pò di riposo!

lunedì 23 luglio 2012

Il mattino ... alle cinque!


In questi ultime settimane, aspettando l'esaurirsi degli impegni agonistici di Alberto, mi sono concessa un bel allenamento in Cansiglio (foto) per un sentiero ancora diverso e successivamente, accompagnato Alberto alla Sky Race di Canazei, mi sono scelta dei sentieri in salita lungo la ciclabile Canazei-Moena. Entrambi molto freschi e tranquilli con avvistamenti di scoiattoli e cerbiatti.
Ma non è di questo che volevo parlare in questo post visto che questi allenamenti sono alla fine delle fotocopie di alcuni che ho precedentemente descritto, quanto piuttosto dei miei allenamenti settimanali. A causa del caldo che a fasi alterne ha toccato anche i 33°-34° mi sono finalmente decisa ad andare a correre il mattino presto prima di andare al lavoro. Quello che mi ha sempre frenato è stata l'organizzazione per quanto riguarda colazione, preparazione e scelta del percorso giusto in modo di rientrare in tempo per una bella doccia! Devo dire che, a distanza di qualche settimana, mi sbagliavo. I vantaggi sono notevoli: temperatura fresca e una voglia mattutina che non ha niente a che vedere con la stanchezza post-lavoro! Quindi si arriva ad affrontare la giornata con uno spirito diverso ed è impagabile correre trovandosi improvvisamente l'alba. Nella frazione di un secondo tutto si fà più chiaro e ti scivola davanti il nuovo giorno che, nella positività del momento, avverti già migliore del precedente.

domenica 8 luglio 2012

Nuovo sentiero in Cansiglio

Arrivata da sola in Cansiglio, proseguo verso Farra d'Alpago e parcheggio in zona pic-nic in Pian Rosada addentrandomi a sinistra in una stradina stretta e asfaltata. La temperatura è ottimale, circa 12°, e dopo i preparativi di rito (camelbag, garmin) ritorno verso la strada principale col preciso intento di attraversarla per proseguire dall'altra parte nella salita che porta al Monte Pizzoc. 3 km di leggera discesa e salita, sbuco sulla strada per qualche centinaio di metri, giro a destra per il sito archeologico e inizio la salita di circa 3 km su un sentiero chiuso e asfaltato che poi si trasforma in uno sterrato di falso piano e salita che si alterna serpeggiando all'interno del bosco di faggi e pini. Continuo sempre salendo in un totale di 12,5 km per poi rientrare sempre per la stessa strada, trasformata logicamente in discesa! Inutile dire che il tragitto è stato spettacolare e un piccolo esempio si ha nella foto, quasi totalmente all'ombra degli alberi in un silenzio solitario spezzato solo dal canto di uccelli mai visti, nascosti che giravano da una fronda all'altra. Al rientro, l'orario faceva in modo che la gente si muovesse prima di pranzo e incontro frotte di mountain-bike e famiglie in cammino e noto numerose indicazioni per sentieri alternativi (sentiero naturalistico, Q, E, F, ...). Sottolineo anche la pericolosità di questo bosco se non si seguono i sentieri tracciati, visto che la caratteristica è la presenza di buchi carsici, alcuni non scoperti, di cui il più famoso è il Bus de la Lum tristemente famoso in tempo di guerra. Vi si gettavano infatti civili e non spesso ancora vivi, che facevano una fine atroce sbattendo sulle pareti rocciose a imbuto. Rientro con i miei 25 km sul groppone e sulla strada mi rendo conto che la temperatura è nel frattempo inesobilmente salita!

domenica 1 luglio 2012

A Canazei

In un caldo mattino di luglio, attendendo l'allenamento di prova della Sky Race di Alberto, in quel bellissimo territorio montano di Canazei, mi immergo per una ventina di km nella pista ciclabile addocchiata l'anno scorso. Partendo dagli impianti sportivi di Canazei mi accingo ad affrontare un percorso che corre a ridosso del freddo torrente, lontano dalla strada principale e quasi interamente sterrato e in mezzo ad un bosco di pini. Assomiglia moltissimo alla ciclabile Cortina-Dobbiaco, con un dislivello inferiore, ma toccando moltissimi paesi nella sua lunghezza di 16 km fino a Moena è attrezzatissima con giochi per bambini, aree pic-nic, ponti di attraversamento del torrente e parchi-avventura. Lungo il tragitto ho incontrato numerose persone che camminavano o in mountain-bike, famiglie con tanto di passeggini, anziani impegnati nella lettura dei giornali, diverse ovovie e seggiovie aperte, una gara campestre e una festa con mega-griglia attiva già dalle otto di mattina! Come posto è sfruttatissimo e merita di una visita! Nota negativa di sempre: carte e resti di gel zuccherini, maleducato ricordo di ciclisti o persone comunque incivili. All'andata sto attenta a finire in 10 km per rientrare sempre per la stessa strada ma un leggero malessere al pancino (dovuto forse anche al lungo viaggio in macchina) mi fà un  pò desistere e devo chiudere camminando gli ultimi 2 km. Come allenamento non è impegnativo perchè manca di dislivelli ed è sempre un falso piano, è molto fresco visto che son poche le zone al sole e i km corsi si sommano senza neanche accorgersene visto le belle sensazioni che trasmette.

domenica 24 giugno 2012

Una splendida giornata

Mentre io e Donatella e Giovanni ci indirizziamo verso Posa Puner, abbandono il resto del gruppo al parcheggio di Valmareno per il loro tragitto in costante salita tra sentieri di bosco fino al nostro ritrovo alla festa degli Alpini. Parcheggio la macchina in una giornata dal tempo ottimo e dal cielo terso dopo le piogge e il vento di ieri e, lasciata anche la nostra presidente (gruppo N.T.R.G.) alla sua consueta passeggiata, con Giovanni inizio il mio percorso tra le malghe nel consueto sentiero che ho descritto anche nei post precedenti. Quindi prima malga del Pian, dopo 5 km malga Mont con un susseguirsi di sentieri o "troi" a destra e sinistra, entriamo e usciamo dal bosco tra un dolce andare di salite e discese. A malga Mont, in fase di ristrutturazione, abbisogna un doveroso colpo d'occhio alle valli sottostanti di Miane a destra e del bellunese a sinistra: un addensarsi di case tra colline boscose e il serpente del fiume Piave e sullo sfondo montagne imponenti. Dopo un scambio di battute e consigli sulla Camignada (mia prossima gara), mi avventuro da sola verso malga Canidi lasciando Giovanni al rientro al rifugio alpino di Posa Puner. Qui ancora discesa e salita, sotto il sole o dentro il bosco ma poi, al posto di scendere per la cementata della malga che porta a Praderadego, sperimento un sentiero in salita che diventa quasi subito discesa nel bosco e che comunque non termino (alla prossima volta!) visto che il mio chilometraggio è agli sgoccioli! Rientro senza neanche rendermene conto con i miei quasi 20 km, ritrovo con tutti gli altri e sana mangiata alla festa degli Alpini!
Sensazione ottima e mi entusiasmano proprio queste visuali di orizzonti finiti dove in un mare di cielo notare il librare libero di un falco e pensare che in una vita futura mi piacerebbe essere quel falco come nella canzone di Guccini: " vedere in futuro, da un mondo lontano, quaggiù sulla terra una macchia di verde .... e sentire il mio cuore che batte più piano e là dentro si perde ...". Questo mi è venuto in mente e questo pensiero mi lascio e vi lascio pensando a Stefano Michelutto che qui ci viveva e ci correva.