domenica 22 gennaio 2012
Una domenica di gennaio
domenica 15 gennaio 2012
Senza titolo
Post "senza titolo" volutamente breve visto che oggi non ho fatto assolutamente niente di nuovo. Le mie terapie a onde d'urto sono finite giovedì e adesso devo solo aspettare un mesetto circa per vedere l'effetto che riescono a raggiungere. Devo dire che nell'ultima seduta, il medico mi ha fatto letteralmente impazzire poichè ha aumentato la potenza al terzo livello e il dolore si è fatto sentire in maniera insopportabile. Spero soltanto che la sofferenza dei tre minuti di ogni seduta mi sia di giovamento e non si traduca ancora in delusione! Sottolineo che il problema si è affievolito e mi basterebbe rimanere come sono, continuando a fare quello che facevo prima.
Stamattina alle otto passate, mi sono concessa un'altra passeggiata in mezzo alla collina con un freddo pungente da sotto zero ed un sole stranamente caldo. Sono un paio di orette che mi divertono e mi confortano e che mi faranno affrontare in maniera più serena la prossima settimana di lavoro.
Stamattina alle otto passate, mi sono concessa un'altra passeggiata in mezzo alla collina con un freddo pungente da sotto zero ed un sole stranamente caldo. Sono un paio di orette che mi divertono e mi confortano e che mi faranno affrontare in maniera più serena la prossima settimana di lavoro.
domenica 8 gennaio 2012
Primi giorni 2012
sabato 31 dicembre 2011
Ultimo del 2011
Eccoci arrivati come sempre all'ultimo dell'anno! Dopo due sedute di onde d'urto avute nelle settimane precedenti, avevo già deciso di trascorrere questa mattina in passeggiata in Collalto. Le nuove terapie che sto affrontando sono oltremodo dolorose tanto da farmi sudare sul lettino peggio di una corsa in montagna, ma sembrano (incrociamo le dita!) attenuare il mio problema. Facendo gli scongiuri, torno al mio freddo risveglio di una mattina limpida e sotto zero. Ho avuto proprio piacere al ritrovo dei luoghi da sempre conosciuti in un contesto forse diverso sia per il fatto che non posso ancora correre sia perchè d'inverno non ci sono venuta spesso. Nel punto di maggior visibilità della collina, dove la vista si apre ai paesi circostanti appariva chiara la nebbia gelida che si alzava dal Piave e, sotto l'opaco sole si cominciavano a intravedere i campanili e i tetti di brina luccicante. Decisa per un percorso tutto sterrato, salto il primo cancello rosso sulla sinistra per entrare nel bosco dove spesso ho scorto daini e caprioli, lepri e fagiani. La mancanza totale di verde nelle foglie e nell'erba mette subito in risalto il fitto sottobosco di pungitopo e di foglie ormai marcite e scivolose, rumorose al passo solo se ghiacciate. I rami scarni, puntinati di bianca brina quasi neve, si sciolgono ai raggi mattinieri e le gocce cadono come solo pioggia cade: sommessamente per non dar fastidio. Non so se esiste un'anima, ma il cuore si allarga perchè si capisce che la natura, per pochi attimi, ti rende partecipe di qualcosa di più grande che è stato, c'è e si spera si mantenga. Sono tornata a casa sorridente e vi lascio con questi miei pensieri e il mio augurio di un anno per tutti migliore!
giovedì 8 dicembre 2011
Giro del Prosecco Trail Running
Oggi, 8 dicembre, la gara classica è senz'altro rappresentata, almeno nelle nostre parti dalla Marcia dell'Immacolata a Solighetto. Gara che quest'anno ho snobbato memore della quantità enorme di fango trovata nei campi. Ho lasciato quindi Alberto alla sua corsa in casa per avventurarmi nel percorso del Prosecco Trail Running visto che è un itinerario che non avevo mai affrontato. Tramite pista ciclabile ho attraversato i paesini di Barbisano, Pieve di Soligo e Solighetto, costeggiando il fiume Soligo mi sono immessa nel percorso sterrato che sale quasi da subito. Il sentiero si fà via via sempre più stretto e circonda rasente la collina dando scorci di paesaggio carini in una mattinata fredda come non mai, con strapiombi a destra nel bosco in un calpestabile fangoso e ricco di foglie. Si arriva fuori dalla vegetazione nei vigneti della collina di Collagù e qui ho sbagliato qualcosa nel seguire le indicazioni visto che ho dovuto rientrare per lo stesso sentiero. Da qui comunque si vedono una quantità enorme di stradine che collegano Col S. martino, Torri del Credazzo, e tante altre zone caratteristiche e poco conosciute.
Per quanto riguarda il mio sperone è sicuramente sempre presente e si fa sentire ma è sopportabile. Quando i km si sommano però il mio corpo cambia automaticamente la postura senza che me ne accorga e la conseguenza prima è la presenza di dolori all'anca o al ginocchio. Decido quindi di eliminare quasi totalmente gli allenamenti settimanali per sostituirli con la ciclette e affrontare solo qualche km tranquillo la domenica mattina. Buona serata a tutti e buon week-end.
domenica 4 dicembre 2011
Prime nebbie

Dopo la mia prima maratona, oggi ho deciso per una corsettina rilassante ma la mattinata è risultata umida da subito. All'apertura dei balconi, ancora nelle ore buie, una nebbia insistente ovattava l'ambiente circostante e nelle ore successive non era cambiata di molto. Parto quindi verso le 8.30 accompagnata dalle mie inseparabili GEL NIMBUS, il mio Garmin e un piccolo berrettino per difendermi dall'umidità. Giro classico in zona Collalto, partendo da Barbisano per poi affrontare la salita di via Fornaci di Collalto, via Cucco, falso piano in zona asfaltata per poi rientrare nel paesino di Barbisano. Il tutto per un totale di 10 km. Il silenzio stamani l'ha fatta da padrone: macchine 0, mountain-bike 4, persone a piedi 1. Solo dalle case si intravedeva qualche timida luce accesa mentre in lontananza gli spari dei cacciatori e i latrati dei loro cani rompevano la monotonia. Anche nei vigneti, qualche contadino affrontava il freddo e lo sforbiciare con il rumore secco della caduta dei tralci sembrava uscire da ricordi antichi. La nebbia, per tutto il tempo, ha continuato a circondare i contorni di alberi, case e strade e a inumidire i miei capelli e i miei vestiti con il suo lento gocciolare. Rientro quindi a casa con delle buone sensazioni per il mio piede e ... con le scarpe imbrattate di fango!
martedì 29 novembre 2011
Firenze marathon
La mia prima maratona, così attesa e con così poco allenamento con cui affrontarla! E' doveroso un piccolo riassunto delle puntate precedenti: in prossimità della Cortina- dobbiaco il mio tallone sinistro si è infiammato e dopo varie visite, ghiaccio, anti-infiammatori e laserterapie una cosa avevo capito e cioè che la spina calcaneare che si è formata continuava a dare fastidio! Ultima speranza le prossime terapie (onde d'urto) che mi hanno detto possono limare lo sperone. Negli ultimi mesi, nel mio cervello è stato un altanelarsi ossessivo tra il non-partecipare, "speriamo passi presto", partecipare con ritiro. Devo dire che fino all'ultimo ero molto indecisa perchè preoccupata di una nuova infiammazione, ma studiando il percorso, che si snodava tutto all'interno della città toscana, ho avuto modo di vedere che in qualsiasi momento non ero troppo distante dalla zona di arrivo per un eventuale ritiro. La mia scelta al momento dell'iscrizione per questa maratona era invece stata dettata dalla bellezza di Firenze, con i suoi musei, le sue chiese dalle facciate marmoree e policrome, le sue Madonne dal volto ieratico su sfondi dorati, gli affreschi giotteschi, la cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto. E ancora gli splendidi palazzi rinascimentali, il Perseo e il David, il Botticcelli, il Ghirlandaio, Raffaello, Michelangelo... E ancora l'ottima cucina, l'olio e il vino, la caratteristica parlata aspirata, e i vicoli dai nomi strani come il "vicolo dell'onestà" troppo stretto per passarci comodamente! Tornando però agli aspetti più tecnici della gara, devo dire che ho faticato non poco per mantenere una calma fino al momento della partenza. Infatti ero non poco nervosa perchè non sapevo come la cosa sarebbe andata a finire. I partecipanti erano tantissimi, quasi 10.000, e la giornata si era presentata da subito freschina ma sotto il sole apprezzabilissima! La prima mezza maratona l'ho affrontata come una qualsiasi gara di paese con un ritmo non molto sostenuto e con il pensiero sempre vigile al comportamento del calcagno! Dopo ho cercato di razionalizzare il percorso, ben sapendo che se correvo fino al 30° km forse non ce l'avrei mai fatta. Quindi pochi km di corsa e 200-300 metri di cammino, indugiando tranquillamente ai ristori. Così facendo la somma dei km si è fatta da sola, dopo l'ippodromo e il parco delle Cascine, il lungarno, Campo Marte, le vie del centro con una miriade di persone che faceva il tifo anche dalle finestre, Porta Romana, Ponte Vecchio, Piazza S. Giovanni e la chiesa di S. Croce con l'arrivo. Ero stata sempre titubante nell'iscrivermi ad una maratona per paura di non finire e la mia prima è stata conclusa con mancanza assoluta di allenamento e con un piede in handicap! Tempo finale: 5 ore e 4 minuti, ma sono felicissima della mia medaglia di latta e la prossima volta sarà sicuramente meglio!
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